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umby
Utente Base

Italia
45 *Posts |
*Posted - 26 Nov 2001 : 11:00:37
Ma esistono ancora applicazioni con il vecchio PLC. Per alcune applicazioni medie-medie grandi è più interessante utilizzare un softPlc per esempio 3-S, AutomationX, Beckhoff, Delectron, per esperienza sconsiglio quello della Siemens o Moeller che poi è lo stesso. |
mmax
Utente Base

Italia
52 *Posts |
*Posted - 14 Jan 2002 : 13:22:11
quote:
Ma esistono ancora applicazioni con il vecchio PLC. Per alcune applicazioni medie-medie grandi è più interessante utilizzare un softPlc per esempio 3-S, AutomationX, Beckhoff, Delectron, per esperienza sconsiglio quello della Siemens o Moeller che poi è lo stesso.
Lavoro sui plc da un sacco di anni e al contrario non ho quasi mai visto applicazioni soft plc. Il plc è presente eccome!! anche in applicazioni grandi. Ciao Massimo 
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umby
Utente Base

Italia
45 *Posts |
*Posted - 14 Jan 2002 : 16:09:14
fino ha qualche anno fa può darsi attualmente l'automazione si sta spostando verso il soft-plc e lascerà al vecchio plc soltanto quelle applicazioni piccole senza interfaccia mento con scada, tanto per darti un’idea per la società per cui lavoro, eseguiamo automazione per una grossa società che costruisce macchine per il legno e loro sono passati dal vecchio plc al soft-plc. Non per altro anche la vecchia Siemens sta sviluppando un soft-plc stabile !!!!! Perché se no ..... ******Sbagliare è umano perseverare è diabolico.******

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Lucam
Utente Base

Italia
43 *Posts |
*Posted - 14 Jan 2002 : 18:40:00
Anch'io ho fatto buone esperienze sul softPLC, ma ci sono delle applicazioni dove il PLC è imbattibile. In particolare: -Basso numero di I/O -Necessità di avvio immediato per questioni di sicurezza (nessun sistema operativo carica in meno di 10 secondi). -Punti di I/O localizzati, normalmente il softPLC è vantaggioso se c'è un bus di campo, altrimenti se metti schede di I/O nel PC alla fine il costo è comparabile con un PLC anche se hai lo SCADA -Applicazioni ad alta velocità. Per le applicazioni con controllo dell'ordine del ms il softPLC non sempre ce la fa, se non altro perchè deve andare a pescare i dati da qualche parte(bus di campo o schede di I/O). - Applicazioni dove è fondamentale la ridondanza. Il softPLC non c'è ancora su questo aspetto. Comunque nel futuro sicuramente ci saranno applicazione adatte ad entrambe le soluzioni....
Luca |
DARIO
moderatore
  
252 *Posts |
*Posted - 14 Jan 2002 : 20:42:02
LA MIA ESPRIENZA CONFERMA CIO' CHE HA DETTO MMAX CIAO DA DARIO

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umby
Utente Base

Italia
45 *Posts |
*Posted - 15 Jan 2002 : 09:19:45
LUCAM hai ragione in parte.Se parliamo di applicazioni dobbiamo pensare ad un’applicazione senza bus di campo quindi senza periferie remote, senza azionamenti in rete e altro. Per quanto riguarda la velocità esistono dei bus di campo FAST in grado di leggere le periferie remote nel giro di 500 micro secondi. Per gli altri punti devo dire che hai ragione (per ora). ******Sbagliare è umano perseverare è diabolico.******

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mmax
Utente Base

Italia
52 *Posts |
*Posted - 15 Jan 2002 : 10:15:50
Vogliamo mettere poi la semplicità d'uso di un plc ? La manutenzione , la ricambistica , le modifiche di un'applicazione da parte di personale non necessariamente qualificato , ecc.. ecc.. Il plc oggi è conosciuto anche dal più comune tecnico o manutentore in uno stabilimento. Daccordo che per applicazioni super complesse il soft plc può avere una marcia in più , comunque adesso stanno uscendo nuove schede pc per plc sempre più performanti , plc con multi-cpu , multitasking , ecc.. che incrementano ancora di più le performance dei plc.Saluti Massimo (un fanatico del plc!) 
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tratru
Utente Iniziale
8 *Posts |
*Posted - 17 Jan 2002 : 16:03:03
io devo dire che dopo parecchi anni che ho programmato dei plc della siemens, un nostro cliente mi ha costretto l'utilizzo del softlogic Twincat, ed dopo parecchie ore di lavoro su questo sistema non rimpiango assolutamente il vecchio plc e specialmente quelli della siemens.e per quanto riguarda le modifiche da personale non necessariamente qualificato per primo non gli faccio eseguire modifiche al programma e per questo noi abbiamo inserito la teleassistenza utilizando semplicemente un modem nel PC ed siamo in grado di eseguire tutte le modifiche come in loco. 
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Livio
Utente Esperto
 
Italia
161 *Posts |
*Posted - 18 Jan 2002 : 23:30:27
Io sono abbastanza vecchio (cfr. il mio profilo), tanto che quando ho iniziato a lavorare la quasi totalità degli apparecchi elettronici funzionava con le valvole! Sono un elettronico di formazione. Ho visto nascere i PLC(inizio anni '70); sui grossi impianti i PLC erano mini elaboratori (PDP8, PDP11, W2500, etc.) con apposti OS in modo da poter essere programmati in ladder diagram. Di quelli di allora gli attuali PLC hanno conservato solo il nome. Da quando sono comparsi i PC, ciclicamente ritornano di moda i soft PLC. Ricordo una mia discussione ad un convegno ANIPLA con un tizio che proclamava l'assoluta rispondenza di un "PLC", basato su un PC Apple, agli standard industriali. Questo è il vero problema dell'uso dei soft PLC. Gli I/O in genere rispondono alle esigenze degli impianti industriali, almeno quelli seri come Beckoff, Vago, Phoenix, etc., il bus di campo anche, probabilmente anche la scheda da inserire nel PC. L'anello debole è sempre il PC. Se si usa un PC da "ufficio" si hanno tutti i limiti del PC da ufficio: limiti HW e SW. Se si usa un PC veramente industriale allora i costi salgono al punto da rendere la soluzione economicamnete molto poco conveniente. Siemens ha proposto, con M7, la soluzione di integrare un PC nel PLC; tecnicamente la soluzione è molto valida: il PC è veramente robusto ed l'OS è veramente un Real Time multitasking. Si è anche ipotizzato di costruire una CPU PLC (S7-300 p.e.) in formato scheda PCI completamente autonoma da PC, anche l'alimentazione viene fornita da un alimentatore a 24Vcc esterno. In questo modo si ottiene un scambio veloce di dati per le funzioni MMI e si mantiene in vita l'automazione di impianto anche se il PC muore. PEr quanto riguarda i sistemi PLC multi CPU, questi sono oramai una realtà da parecchi anni, almeno per i produttori più qualifaicati. Stesso discorso vale per I/O remoti: due o tre anni fa si realizzavano normalmente impianti con profibus a 10M!!. Da ultimo se si fanno bene i conti anche per applicazioni medio grandi (oltre 400-500 I/O) usando, p.e., Siemens + profibus + I/O distribuiti Phoenix o Vago o Beckoff, economicamente la soluzione è più economica di un soft PLC! Comunque questo è un argomento sempre interessante. Mi piacerebbe leggere altri pareri delle giovani leve di progettisti di automazione!

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tratru
Utente Iniziale
8 *Posts |
*Posted - 28 Jan 2002 : 08:42:56
Ciao Livio io sono più giovane di tè ma non è per questo che ti scrivo. Io utilizzo un soft-plc per l'azienda per cui lavoro, ma non capisco cosa intendi quando affermi che occorre un sistema operativo office si anno i limiti di questi. Io utilizzo come sistema operativo windows nt4 esiste una versione per office e una per applicazioni industriale, se è cosi dimmi come si chiama che mi preoccupo di comprarla. come pc utilizzo un classico office installato dentro il quadro climatizzato ed non ho mai avuto problemi, e vero che per portare i segnali al monitor e tastiera utilizzo una scheda dedicata ma comunque fino ad ora non abbiamo avuto problemi di fermo macchina. Quindi non ritengo che l'anello debole sia il PC oppure il sistema operativo (anche se prefirerei avere LINUX invece di Microsoft) ma forse la Siemens o Allen Bradley che non ha interesse nel divulgarlo come mentalità. Per finire ti ricordo che i noti costruttori come ECS KUKA utilizzano dei normalissimi PC con installato addirittura Windows 95 per far funzionare il loro sistema, io mi preoccuperei di più di questi sistemi che di un classico pc con Windows NT4.ciao tratru

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stefano
Utente Esperto
 
Italia
130 *Posts |
*Posted - 29 Jan 2002 : 10:02:55
A mio modesto avviso penso che l'importanza essenziale per un impianto industriale automatizzato sta nella AFFIDABILITA',8oltre che velocità esecuzione... etc. etc.) quindi il problema che ci si deve porre è: un PC è affidabile ? Io allo stato attuale dico no, e per questo motivo utilizzo un PLC con uno scada o pannello operatore, nella mia piccola esperienza nel settore non ho mai visto un PLC andare in Tilt, l'inverso invece sì.sms |
Livio
Utente Esperto
 
Italia
161 *Posts |
*Posted - 29 Jan 2002 : 23:42:11
quote:
Ciao Livio io sono più giovane di tè ma non è per questo che ti scrivo. Io utilizzo un soft-plc per l'azienda per cui lavoro, ma non capisco cosa intendi quando affermi che occorre un sistema operativo office si anno i limiti di questi. Io utilizzo come sistema operativo windows nt4 esiste una versione per office e una per applicazioni industriale, se è cosi dimmi come si chiama che mi preoccupo di comprarla. come pc utilizzo un classico office installato dentro il quadro climatizzato ed non ho mai avuto problemi, e vero che per portare i segnali al monitor e tastiera utilizzo una scheda dedicata ma comunque fino ad ora non abbiamo avuto problemi di fermo macchina. Quindi non ritengo che l'anello debole sia il PC oppure il sistema operativo (anche se prefirerei avere LINUX invece di Microsoft) ma forse la Siemens o Allen Bradley che non ha interesse nel divulgarlo come mentalità. Per finire ti ricordo che i noti costruttori come ECS KUKA utilizzano dei normalissimi PC con installato addirittura Windows 95 per far funzionare il loro sistema, io mi preoccuperei di più di questi sistemi che di un classico pc con Windows NT4.ciao tratru Caro tratru, un sistema operativo multitasking, come lo è NT4, deve, per essere affidabile, garantire la protezione dei dati e del codice. NT non da queste caranzie! come non le danno W2000 e XP. NT offre in più risptto a 9x solo la separazione delle perifiriche: il programmatore non può accedere direttamente alla periferia ma deve passare per forza attraverso un livello del SO. Questa mancanza di protezione fa si che più o meno frequentemente ti compaia la famosa schermata BLU. Più task esegui contemporaneamente e più probabilità di crash ci sono. E' chiaro che se lavori mono task le probabilità sono basse, ma allora è meglio usare il vecchio DOS. Linux che è di derivazione Unix, quasi certamente offre maggiori garanzie di affidabilità; purtroppo non lo conosco molto in profondità e quindi non posso sbilanciarmi. Io se dovessi usare una piattaforma PC per applicazioni in ambiente industriale, per applicazioni di regolazione o di automazione che non siano di mera interfaccia HMI, per applicazioni dove è richiesto multitasking userei sistemi operativi come RTOS o QNX (ce ne sono anche altri di validi) che garantiscono affidabilità adeguata a questo tipo di applicazioni. Per quanto riguarda l'HW, un PC ti tipo Office non è assolutamente adatto all'ambiente industriale! Se vuoi toglerti la soddisfazione sottoponi qualche ottimo PC a prove di compatibilità magnetica per disturbi irradiati e condotti e poi mi racconti i risultati.. Pensa che a volte, per applicazioni di pura HMI, non è possibile usare i tradizionali CRT, che vanno sostituiti con monitor LCD, perchè i campi magnetici generati dall'apparecchiatura che si "beve" un migliao di Amperes, distorcono l'immagine! Comunque io ho usato a volte anche soft PLC avendo l'accortezza di usare un PC veramente industriale come ospitante ed una scheda affidabile come, ad esempio, quelle di Phoenix. Poi come scrivevo in precedenza ci sono schede che del PC usano solo il bus per lo scambio dei dati, mentre anche l'alimentazione è derivata da un apposito alimentatore. E' chiaro che usare un PC da ufficio completato da moduli di I/O anche di ottima qualità costa un po meno della soluzione ch ho usato io, ma un impianto fermo costa molto di più ( e magari devi fare anche una trasferta in Corea). Il fatto di usare una scheda dedicata per elaborare i segnali dal campo, come, se ho capito bene, fai tu, accresce l'affidabilità del sistema. Resta da verificare cosa succede all'impianto in caso di crash del PC. All'ultimo BIAS, se ricordo bene (sai l'età..) il distributore Italiano di Applicom (IMA - Genova), per dimostrare l'assoluta affidabilità della sua scheda, esponeva una regoalzione di una macchina con pendolo inverso mentre il PC era bloccato: schermata blu di NT4!! Tu magari mi dirai che hai decine e decine di apparecchiature che funzionano senza problemi, ma questo fatto non inficia le motivazioni che stanno alla base della mia sfiducia, per applicazioni di automazione industriale, dei PC da ufficio. Da ultimo io NON sono iscritto al fan club di Siemens o di Allen Bradley o di GE (tanto per citare i più usati in Europa), però devo riconoscere che i PLC se si guastano o li ha applicati male o sei molto sfortunato, cosa che per esempio non si può dire degli inverter della Siemens. Scusate la lunghezza dell'intervento ma è un argometo che mi appassiona. Saluti a tutto il forum Livio

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umby
Utente Base

Italia
45 *Posts |
*Posted - 31 Jan 2002 : 09:11:27
Livio ho letto con interesse le tue risposte, ma io resto della mia idea. Quando ho iniziato ha lavorare e consigliavo ad alcuni miei clienti di montare un plc invece di realizzare quei giganteschi quadri di logiche cablate, mi sentivo dire le stesse cose che sento oggi quando propongo il soft plc invece del plc.Io sono convinto che fra qualche anno (sempre se Siemens e Allen Bradley) lo vogliono la musica cambierà. NON sto affermando che il plc morirà, tanto per capirci attualmente le logiche cablate esistono ancora per alcune applicazioni e esisteranno ancora i plc per alcune applicazioni. ******Sbagliare è umano perseverare è diabolico.******

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tratru
Utente Iniziale
8 *Posts |
*Posted - 31 Jan 2002 : 14:13:54
umby io credo che la tua visione sia molto futuristica, anche perché per esperienza mi capita molto spesso di incontrare dei programmatori che dicono di essere tali, ma non sono nemmeno in grado di sapere che differenza c'è tra una word ed un byte.per questo non credo che non possa sfondare un soft plc, ma incontrerà parecchi ostacoli.

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Livio
Utente Esperto
 
Italia
161 *Posts |
*Posted - 01 Feb 2002 : 14:56:58
Tratru e Umby, fermo restando che ognuno è libero di pensarla come vuole, il problema non è se è meglio un PLC classico o un PLC realizzato con PC e I/O distribuiti, il nocciolo del problema è se il sistema è affidabile o no. Dal punto di vista dell'architettura si può benissimo realizzare un'architettura con I/O distribuiti anche con un PLC classico. Personalmente ho realizzato sistemi con centinaia di I/O distribuiti sull'impianto con varie marche di PLC (KM, A&B, Siemens, etc.); il problema è stato convincere il cliente che il risparmio sui cavi avrebbe compensato ad usura il leggero aggravio di costi del quadro. Ho anche realizzato delle macchine (rotative, calandre, film, etc) dove anche i convertitori erano degli slave del PLC. HO sempre usato hardware di PLC classico solo per motivi di affidabilità. Non penso che sia più facile programmare un PLC moderno di un soft PLC; ovviamnete se non si pensa ad automazioni spicciole con solo tre o quattro marcia e arresto. Quando i PC potranno vantare la medesima robustezza ed affidabilità dei PLC odierni il problema non si porrà più. Tanto a titolo di esempio fino a poco tempo addietro per chi forniva automazioni con PLC ad Enel era costretto ad usare un vecchio PLC CGE perchè era l'unico che superava i test di interferenza magnetica richiesti dall'Enel. Io non so a quale epoca si riferisce Umby per l'alternativa PLC logica cablata, ma io ricordo che nei primi anni '70 molti PLC, anche di case note, tendevano a morire abbastanza giovani (ce ne era uno di una nota casa automobilistica francese che se funzionava era un caso). Saluti a tutti. Livio
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valter
Nuovo Utente
18 *Posts |
*Posted - 01 Feb 2002 : 23:51:48
Ciao a tutti. Sono 15 anni che programmo PLC e PC per supervisione, e da qualche mese uso anche il Soft PLC con un computer industriale con sistema operativo NT + un sottosistema per rendere il Soft PLC realtime, attraverso un master Profibus comando drive per motori, I/O e valvole pneumatiche, tutto sembra funzionare bene. Il grande vantaggio del Soft PLC e' l'apertura con i programmi Office e tutti quei software che usano standard di comunicazione come OPC e chi + ne ha + ne metta. Comunque ritengo che i PLC tradizionali hanno ancora un vantaggio in fatto di robustezza e cosa da non trascurare di longevita' nel tempo. Infatti i PC sono prodotti troppo legati ai vari sistemi operativi, non fai in tempo a fare dei report con Access 97 che in poco tempo esce Access 2000 ... XP che magari non sono pienamente compatibili con le versioni precedenti ... ti volti e scopri che Windows 98 e' roba da preistoria ... metti Windows 2000 e i colleghi ti ridono in faccia perche' sei un obsoleto ... e' uscito Windows XP ... e poi ??? La realta' e' che il tuo programma con il Soft PLC adesso funziona ... ma quando tra 3 anni si rompera' il Computer con il processore Pentium P III (e si rompera'!)e disponibili ci saranno solo Computer con Pentium Ferrari 356 Modena ... chi dice al cliente che il suo impianto dovra' stare fermo 2 settimane per l'adattamento con il nuovo super Soft PLC ???  Spero di sbagliarmi ... e che Bill G. metta la testa a posto .... alla prossima ciao*** Messaggio editato da valter il 02 Feb 2002 00:01:00 *** |
umby
Utente Base

Italia
45 *Posts |
*Posted - 04 Feb 2002 : 11:50:55
Facciamo un po’ di chiarezza.Io non sto affermando che il plc andrà a morire ma continuerà a vivere per alcune applicazione mirate, sicuramente senza scada e/o senza bus di campo. Anche io sono d’accordo che se il sistema non è affidabile non potrà prendere mercato, ma comunque alcuni costruttori di pc si stanno movendo in merito, e spero che anche Bill G. faccia lo stesso, altrimenti perderà il mercato industriale, questo andrà in mano a Linux opp QMX. ******Sbagliare è umano perseverare è diabolico.******

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stefano
Utente Esperto
 
Italia
130 *Posts |
*Posted - 05 Feb 2002 : 07:40:16
Fatemi convincere anche me alla scelta di un SoftPLC; io utilizzo un Telemecanique con (in media) 64 ingressi digitali, 32 ingressi analogici e 16 uscite. A prescindere dalla affidabilità (altrimenti si riscrivono minimo 10 pagine) la domanda è questa: è economico un sistema in softPLC rispetto ad un PLC tradizionale con il rack ? Perchè anche io uso Beckhoff ed è economico se si usano pochi IN/OUT, se gli ingressi (specie quelli analogoci) sono tanti si perde in economicità e quindi anche l'interesse a sperimentare. Questo deve ovviamante prescindere dal fatto che uno usi o no uno SCADA, potrebbe bastare benissimo un semplice pannello operatore con costi ridotti.  sms |
Livio
Utente Esperto
 
Italia
161 *Posts |
*Posted - 07 Feb 2002 : 10:16:02
Ciao a tutti. Stefano nei prossimi giorni inizierò a sperimentare un S7-226 con I/O industriali analogigi e digitali collegati in seriale con protocollo Modbus. Se i risultati pratici corrisponderanno a quelli teorici, dovrei avere risolto i problomi di economicità per tutti quei processi dove sono necesari numerosi I/O con costi contenuti. Ovviamente non si devono pretendere prestazioni velocistiche. Vi terrò al corrente dei risultati.Livio 
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stefano
Utente Esperto
 
Italia
130 *Posts |
*Posted - 07 Feb 2002 : 13:44:23
Ti ringrazio Livio, anche a me stanno a cuore i problemi sulla economicità, quando hai qualche nuova fammi sapere....
 sms |
lorifont
Utente Base

Italia
66 *Posts |
*Posted - 09 Feb 2002 : 20:36:44
Ciao a tutti, Mi piacerebbe sapere se conoscete qualche SoftPlc che gira sul sistema operativo Linux, visto che qusto sistema operativo sembra più affidabile e ha certamente meno pretese di Windows poterbbe essere il momento buono per imparare ad utilizzarlo. Ciao Loris
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